| Ripulita la claymore con un solo gesto del braccio, si guarda attorno velocemente, scorgendo delle scale che probabilmente conducono alle stanze della piccola locanda.
[Se dovessi inseguire il mio avversario, quel dannato yoma sopra di me, priomberebbe dall'alto e mi renderebbe il tutto più difficile... contro due avversarsi non credo di poterci riuscire e probabilmente non sono tutti come quello che ho appena eliminato.]
I pensieri si susseguono veloci, come il suo corpo che si fa strada tra la confusione e i tavoli rovesciati durante l'attacco. Scavalcati con velocità e facilità, scattando intraprende la via delle scale, giungendò così in un corridoio sui cui lati si affacciano, sia a destra che a sinistra, le porte delle piccole stanze riservate agli ospiti: sono in tutto sei, in legno poco solito e bucherellato.
L'incedere si fa lento e attento. Ad ogni suo passo il pavimento d'acero scricchiola, manifestando così la sua grezza qualità. La mano destra impugna la spada, posta al fianco leggermente inclinata, con la punta che sfiora quasi il paviento. L'avanzare calmo le permette di fare meno rumore possibile, anche se i ferrei stivali rendono il tutto molto difficile.
La mano sinistra tesa verso l'esterno, sfiora con le sue dita le porte, senza apparente motivo. Lo sguardo vaga attento e i suoi sensi cercano di localizzare al meglio la posizione dell'avversario dei tetti.
[Andiamo... deve essere qui. Lo percepisco chiaramente.]
Alta la tensione, poco affannoso il respiro, che pian piano si calma, per poi stabilizzarsi con un ultimo sospiro della guerriera, fatto forse per cercare di mantenere la calma.
[Non sono stupidi come indicherebbe la loro faccia. È un gruppo, quindi uno di loro sarà probabilmente o più forte, o comunque particolare. Un leader c'è sempre.]
Fermo il passo, acuti i sensi e veloci i pensieri.
[Agiscono assieme, quindi credo siano legati tra di loro... forse da una sorta di gerarchia. In ogni caso devo capire chi comanda.]
Giunta alla fine del corridoio, si volta cercando di fare meno rumore possibile, per poi localizzare con gli occhi la porta di una stanza, ora sul suo lato sinistro, più precisamente quella centrale.
[È la parte di locanda che si affaccia sulla piazza. Probabilmente la sua attenzione è stata attirata dall'altro, scappato fuori.]
Decisa si avvicina all'uscio della stanza, poggiando la schina al muro, riducendo al minimo l'impatto dell'armatura con la nuda pietra. La sua mano sinistra si appresta ad afferrare la maniglia d'ottone. La porta non è chiusa a chiave, ma non è nemmeno del tutto: sembra essere stata appoggiata, volutamente.
Staccando la schina dal muro, il briaccio sinistro finisce di aprire la porta, lasciandola a metà, e facendola proseguire da sola, fino a che non incontra la pietra del muro portante, colpendola delicatamente.
Il flusso di yoki si fa più vivo che mai in quella stanza: è come se fosse pervasa da energia demoniaca.
[Ti ho trovato, maledetto.]
Un ghigno di soddisfazione appare sul volto della guerriera, che con i suoi occhi dorati si impone nella stanza con tutta la sua statuaria figura, con la claymore ben stretta nel pugno. |